Bicetta Pagnamenta (1909-2002


"Bicetta",come affettuosamente   veniva chiamata, fu una vera leader, sempre pronta e   capace di mettere in pratica idee di vasta portata, originali, non convenzionali e apparentemente impossibili. Nata Pessina, a 21 anni fu segretaria del Direttore, contabile, amministratrice e, se occorreva, persino annunciatrice della neocostituita Radio della Svizzera Italiana. La madre di famiglia fu sempre in prima fila nella lotta per i diritti delle donne e nell' animazione spirituale della collettività cattolica luganese. Da una visita a Lugano di Padre   Mantovani  la determinazione e la forza  per realizzare due grandi progetti allora assolutamente innovativi: il Movimento Ticinese Fame nel Mondo nel 1964 e l'Associazione Amici di Padre Mantovani nel 1965. Bicetta si dedicò anima e corpo alla nostra Associazione per 35 anni raccogliendo in tutta la Svizzera Italiana quelle adesioni che rappresentano ancora oggi il fondamento dei nostri sostenitori.  Fino all'ultimo fu membra attiva di comitato, seguendo con molto interesse l'attività dell'Associazione, dedicandosi parallelamente all'opera Don Bosco in Russia. 




Gli Amici di Padre Mantovani devono tutto a Bicetta, ma molto le devono anche le numerosissime associazioni non governative al servizio dei paesi più poveri sorte negli ultimi 30 anni in Ticino. Questo è uno dei suoi grandi meriti, questa è la preziosa eredità che ci ha lasciato.Alla luce del suo esempio il   Comitato rinnova l'impegno in favore di chi è nel bisogno secondo lo spirito dell'Associazione.

Dr. Carlo Tosi  (Presidente AAPM).

  

Se ogni paese, ogni città o nazione normalmente sviluppata si prendesse a cuore un villaggio sottosviluppato, in ogni parte del globo dove uomini languono in indicibile miseria, il problema "fame" sarebbe risolto. Si realizzerebbe il sogno della pacifica convivenza tra i popoli, della giustizia, della solidarietà, dell'amore. Non ci può essere pace dove non viene garantito ad ognuno almeno il minimo vitale. Questo deve essere il senso profondo della nostra adozione di Kelambakkam, di uno dei villaggi più poveri di una delle regioni più povere dell'India". Era la tua filosofia di vita, erano le spinte idealistiche che ci hanno insegnato a considerare i poveri come fratelli sfortunati ai quali dobbiamo prestare cura e attenzione. Il messaggio di Bicetta conserva intatta tutta l'attualità di allora. Ci ripropone e ci insegna la forza, il valore etico che devono animare tutti coloro che non sono disposti ad accettare supinamente un mondo fatto ancora di tante, troppe ingiustizie, una società divisa tra pochi che sfruttano e molti che sono sfruttati, un universo senza pace e con poca  libertà. Grazie Bicetta! In questi concetti sta la tua vicenda umana, la tua continua e pervicace ricerca di coerenza tra pensiero, fede e coscienza. Per tutti  sei stata molto importante. Lo sarai ancora. Sempre.

Giovanni Cansani