Emergenza Tsunami Dicembre 2004
Solo due mesi dopo il maremoto, Gianna Bernasconi è passata dalla fase degli aiuti d'urgenza a quella di sostegno finanziario as-sistendo chi per molte settimane ancora aveva risentito i pesanti disagi provocati dalla catastrofe. Sul fronte del maremoto l’aiuto è continuato in modo capillare.
1'200 famiglie di pescatori con sussidi in contanti, fino alla consegna delle barche
35 negozianti riforniti di materiale necessario per riprendere piccole attività commerciali
50 fra vedove e orfani dello Tsunami assistite in modo particolare. Aiuto urgente a centinaia di persone durante i primi giorni dopo il disastro.
18 barche con motori e reti donati a gruppi di 3-4 famiglie e 30 catamarani.
Assegnati secondo i bisogni reali dei villaggi interessati
giugno 2005
Molto è stato fatto grazie alla raccolta fondi sostenuta a suo tempo da Monsignor Vescovo Piergiacomo Grampa e organizzata in collaborazione col Giornale del Popolo.
Ma il lavoro, grazie alla presenza continua sul posto di Gianna Bernasconi non conosce sosta.
Prosegue il monitoraggio delle famiglie povere di pescatori, più colpite, per provvedere ai loro bisogni contingenti.I piccoli commercianti di Mahabalipuram, che avevano perso tutto, hanno ricevuto un sussidio che ha permesso di riprendere le attività.In alcuni villaggi si stanno realizzando sale multiuso, strutture polivalenti di grande utilità per i gruppi sociali meno abbienti.
La nostra associazione si è impegnata a sostenere progetti educativi straordinari rivolti a giovani le cui famiglie sono state gravemente colpite dallo TSUNAMI (perdita di uno o entrambi i genitori). Questo indispensabile sostegno finanziario, gestito in collaborazione col centro Marialaya di Chennai, permetterà a un centinaio di giovani, sull'arco di quattro anni, di completare un ciclo competo di formazione professionale e l'inserimento nel mondo del lavoro.
ottobre 2005
Inaugurazione della nuova sala multiuso a Mahabalipuram: sponsor TELE TICINO
febbraio 2006
Inaugurazione della nuova sala multiuso 2 a Mahabalipuram
sponsorizzata dal GIORNALE DEL POPOLO
Con Gianna per ridare la speranza a tanta gente (La grande ondata di solidarietà dopo lo tsunami)
Ancora qualche tempo e poi di tsunami non si parlerà quasi più. Per migliaia di persone rimarrà il segno incancellabile della tragedia, della disperazione e del lutto. Ma per molti, fortunatamente, il segno della solidarietà contribuirà, insieme con il tempo, ad attenuare i ricordi tristi permettendo di accrescere la speranza in un futuro migliore.
Al rientro dal nostro recente sopralluogo in India possiamo affermare che tutti i numerosi amici, che hanno risposto con generosità e slancio nel momento del bisogno, hanno contribuito in modo concreto al raggiungimento di questo obiettivo e l’ondata benefica che hanno generato non si é ancora esaurita. Gianna Bernasconi, parallelamente all'attività di aiuto sociale, che svolge normalmente, si é prodigata con tutte le sue energie per dare la migliore destinazione ai fondi raccolti dopo il disastro. Lo ha fatto con la grande esperienza dei suoi 40 anni in India al servizio della gente povera, aiutando con umiltà e amore. "Avere i soldi a disposizione non basta! Bisogna sapere come, quando e per chi spenderli." Quante volte ha sottolineato questo concetto, fondamentale per chi vuole operare in questa direzione.Seguendo questo principio, l'aiuto è stato intrapreso con la certezza di poter rispondere sempre in modo affermativo all’interrogativo che spesso molti si pongono: "Ma i soldi andranno a finire bene?"
Con Gianna per ridare la speranza a tanta gente
(La grande ondata di solidarietà dopo lo tsunami)Giovanni Cansani e Silvano Montanaro GdP febbraio 2006
Ancora qualche tempo e poi di tsunami non si
parlerà quasi più. Per migliaia di persone rimarrà il segno incancellabile della tragedia, della disperazione e del lutto. Ma per molti, fortunatamente, il segno della solidarietà
contribuirà, insieme con il tempo, ad attenuare i ricordi tristi permettendo di accrescere la speranza in un futuro migliore. Al rientro dal nostro recente sopralluogo in India possiamo
affermare che tutti i numerosi amici, che hanno risposto con generosità e slancio nel momento del bisogno, hanno contribuito in modo concreto al raggiungimento di questo obiettivo e
l’ondata benefica che hanno generato non si é ancora esaurita.
Gianna Bernasconi, parallelamente all'attività di aiuto sociale, che svolge normalmente, si é prodigata con tutte le sue energie per dare la
migliore destinazione ai fondi raccolti dopo il disastro. Lo ha fatto con la grande esperienza dei suoi 40 anni in India al servizio della gente povera, aiutando con umiltà e amore."Avere i
soldi a disposizione non basta! Bisogna sapere come, quando e per chi spenderli." Quante volte ha sottolineato questo concetto, fondamentale per chi vuole operare in questa direzione. Seguendo
questo principio, l'aiuto è stato intrapreso con la certezza di poter rispondere sempre in modo affermativo all’interrogativo che spesso molti si pongono: "Ma i soldi andranno a finire bene?"
Un giorno di festaLunedì 27 febbraio é stata una giornata particolarmente intensa. Siamo partiti presto, come Gianna aveva stabilito, per
evitare il traffico del mattino che a Chennai è a dir poco monumentale. Tre quarti d'ora buoni per uscire dalla città e poi, lungo la litoranea, si scende per una cinquantina di chilometri
fino alla periferia di Mahabalipuram. Sulla destra, a un centinaio di metri dalla strada, ecco il piccolo cantiere dove sta sorgendo la seconda di tre sale multiuso realizzate per le
comunità di pescatori di questa zona particolarmente colpita. Rappresentano uno degli obiettivi della terza fase dell'aiuto, quella a lungo termine.Sono le dieci e mezza circa, il sole va e viene
ma il caldo si fa sentire (34°C) . Sotto il tendone, allestito per la cerimonia, ci aspettano le autorità e la gente del posto. Sono, in parte, le stesse persone alle quali, più di un anno fa,
nel corso della prima fase del nostro sostegno, erano stati distribuiti i sussidi di sopravvivenza, subito dopo la tragedia.Come è consuetudine in India, i nostri nomi figurano sui cartelli
di benvenuto e non mancano le ghirlande di fiori, segno di gratitudine e affetto per gli ospiti d’onore. Si comincia con i discorsi ufficiali da parte del sindaco di
Mahabalipuram e di Mr. Hariharan, direttore dell’ICWO (Indian Community Welfare Organisation) che ha coordinato i lavori. A Gianna l’onore di posare il primo simbolico mattone della sala
multiuso donata dal Giornale del Popolo, onore che viene concesso anche agli altri due ospiti “coming from Switzerland”. Il gruppetto di operai che per qualche minuto aveva interrotto la
sua attività, per darci una mano con cazzuola, cemento e mattoni, riprende il lavoro. E’ il momento delle fotografie con la placca di marmo con la dedica, che sarà posta all'entrata
dell’edificio a costruzione ultimata. Giovanni, che conosce bene questa gente, trova le parole adatte per esprimere ai presenti l’affetto di tutti gli amici che, da lontano con generosità e
fiducia, hanno reso possibile questa opera. Commozione, soddisfazione e anche una punta di orgoglio per questo progetto, riuscito grazie alla buona volontà e alla collaborazione di tutti.
Poi ringraziamenti, strette di mano, sorrisi e saluti. Si riparte, di nuovo in macchina, per raggiungere un’area a sud di Mahabalipuram, per l’inaugurazione del “Fisherman Drinking Water
Project”.
Ma prima una breve sosta al villaggio più vicino al nuovo grande pozzo. Qui una famiglia era rimasta senza casa, distrutta completamente in incendio. Ci ha pensato Gianna a ricostruirla dimostrando, ancora una volta, la sua capacità di dare aiuto al momento giusto nel modo migliore. Taglio del nastro e poi gli auguri di rito, i sorrisi e i ringraziamenti. Alcune migliaia di franchi sono bastati per costruire una casetta di pochi metri quadrati, comperare le suppellettili domestiche indispensabili e ridare serenità a una famiglia che aveva perso tutto.
Per la terza inaugurazione, sotto un lungo tendone, ci sono i rappresentanti e la gente di diversi villaggi e naturalmente tuttele autorità locali. Pozzo, stazione di pompaggio e strutture di trasporto per l’acqua potabile, un progetto vitale di cui beneficeranno gli abitanti di una vasta zona costretti, da sempre, a lunghi percorsi per procurarsi l’acqua. La gente ascolta con attenzione le parole di chi illustra l’importanza di questa nuova, quasi incredibile, realtà: “Drinking Water”, acqua da bere a pochi passi dalla propria abitazione.Impossibile raccontare tutto e trasmettere completamente quello che abbiamo vissuto e provato, durante questa giornata indimenticabile, agli amici che hanno reso possibili queste grandi cose. Possiamo riportare l’immensa riconoscenza di tanta gente che abbiamo incontrato e che prima di partire ci ha ringraziato commossa nel modo più semplice: “Nandri!” Grazie!
Un bilancio guardando al futuro
Per finire, ci sembra opportuno dare scarico di quanto fatto in questo primo anno post tsunami. Ci spinge a farlo un senso di profonda gratitudine verso coloro i quali ci hanno sostenuto con generosità e costanza. E' solo grazie a loro che possiamo essere operativi, che possiamo garantire il minimo necessario a chi è nel bisogno e può contare unicamente sul senso di solidarietà degli altri.Chiusa la fase di emergenza, durante quale abbiamo dato a Gianna i mezzi per garantire la §sopravvivenza alla gente così duramente colpita, nei mesi successivi si è trattato di aiutare la popolazione a ritrovare un minimo di sicurezza sociale all'interno della comunità: i pescatori sono ritornati a praticare la loro attività senza essere sradicati o obbligati a ricominciare nuove e poco probabili professioni. I nuovi equipaggiamenti ricevuti, barche, motori e reti, hanno permesso di ricominciare con buona tranquillità. La costruzione di sale polivalenti aiuteranno a ricreare quello spirito comunitario tanto necessario per affrontare, tutti assieme, le dure sfide quotidiane. Il Governo ha promesso che garantirà prossimamente(speriamo!) gli aiuti necessari per ricostruire le case spazzate via dalla forza del mare.Ma con Gianna abbiamo provato a guardare avanti, a programmare con la gente il loro futuro, a pensare a nuove collaborazioni per sostenerla e permetterle di sperare in un avvenire migliore.
Bisognerà ora concentrarsi sulle nuove generazioni, sui giovani che costituiranno la società indiana di domani. Ci hanno chiesto di aiutarli a garantirsi migliori opportunità educative di base, condizioni minime favorevoli a scolarizzazione di qualità per tutti. Anche nei villaggi si spera di riuscire a metter fine all'attuale precariato che obbliga la gente a fornire braccia lavoro all'agricoltura o alla produzione di sale, in condizioni poco sicure e poco pagate. L'India cresce in modo impressionante e i giovani ora aspirano ad avere opportunità di lavoro anche nell'industria, in piena espansione, o addirittura nel settore terziario che presenta pure possibilità interessanti di impiego: ma lo potranno fare soltanto con una scolarizzazione completa e sufficiente.Ci siamo mossi in questo senso con garanzie di collaborazione e aiuto alle Suore Salesiane che hanno aperto scuole nei quartieri nord di Chennai toccati dallo tsunami, al Guild of Service che gestirà progetti educativi per tutti i figli delle famiglie di Kelambakkam che nel passato hanno lavorato nella nostra fattoria. Per i giovani dei villaggi circostanti Padre Edward sta costruendo un internato e una scuola che offrirà anche una formazione in informatica. Sono pure state avviate trattative per finanziare un importante centro scolastico a ciclo formativo completo nel villaggio di Tirupattur: sarebbe nostra intenzione dedicarlo a Bicetta Pagnamenta e a Mario P. Grassi che per molti anni sono stati l'anima dei nostri movimenti di solidarietà con l'India. Ma, pur dovendo guardare avanti, non possiamo dimenticare i nostri progetti "storici". Abbiamo potuto confermare il nostro sostegno al lebbrosario di Madhawaram, a Gianna per la gestione del suo meraviglioso nuovo ospedale di Vadavanakkambadi. Si tratta di infrastrutture sanitarie necessarie e alle quali siamo, da sempre, molto legati. A Padre Tarcisius continueremo a garantire supporto finanziario per le sue attività con le donne degli slums di Chennai. Lo stesso sostegno verrà mantenuto per Marialaya che si prende cura dell'educazione e del reinserimento delle ragazze di strada nella zona del porto. L'associazione ICWO potrà ancora contare sul nostro aiuto per la lotta all'AIDS: le persone contagiate troveranno aiuto e supporto tramite gli assistenti di strada che hanno realizzato un progetto di aiuto a donne con figli contagiati dal terribile morbo che si sta estendendo anche in queste zone del sud dell'India. Alla missione di Polur verranno garantiti finanziamenti per la scuola tecnica voluta dall'indimenticato Padre Francesco Schlooz: qui una cinquantina di giovani volonterosi potranno seguire un ciclo completo di formazione artigianale. Non abbiamo nemmeno dimenticato la scuola agricola di Sagayatotham: è qui che vengono impartiti corsi biennali che permettono a giovani agricoltori di migliorare le loro conoscenze tecniche nei vari campi dell'agricoltura e dell'allevamento del bestiame. Tramite queste nostre visite regolari possiamo restare sempre all'erta, adeguando e aggiornando la portata dei nostri interventi di sostegno. Si tratta di sapersi costantemente adattare alle nuove necessità senza tuttavia dimenticare i casi particolari e personali che Gianna, prezioso punto di riferimento sul posto, segnala nel corso della sua attività quotidiana: aiuto puntuale a casi di famiglie in difficoltà, a persone che hanno bisogno di una spinta per tentare di camminare da sole... i casi della vita, insomma.
Lo possiamo fare e continueremo a farlo proprio perché ci sostiene il vostro prezioso, costante e necessario aiuto del quale vi siamo molto grati anche a nome di tanti nostri poveri amici
"Nessuno ha il diritto
di essere felice da solo!"